Cavaliere errante

1 dicembre 2009

Uno dei grandi classici della letteratura che non riuscivo mai a decidermi di leggere è il Don Chichotte da la Mancia di Cervantes.

Sabato scorso sono andato in biblioteca a Tradate e me lo sono preso. L’ho preso in biblioteca perchè so che se lo compro rischia di rimanere in qualche scaffale della Billy per mesi e mesi, così almeno sapendo che tra 30 giorni dovrò restituirlo sarò più invogliato a leggerlo.

Ho letto i primi due capitoli in cui si racconta come il nostro eroe, dopo aver passato anni immerso nella lettura dei romanzi cavallereschi, decide di diventare lui stesso cavaliere errante  e si getta nel mondo in cerca di “Torti e soprusi a cui riparare, dame da difendere e giganti da combattere”.

Insomma una parodia cinquecentesca dei grandi poemi cavallerschi che tutti più o meno conosciamo (Orlando Furioso, ecc.) dove Don Chichotte de La Mancia diventa l’eroe “scatologico” romantico un po’ alla Ratman, si getta a capofitto pensando di trovarsi di fronte grandi nemici e di compiere grandi imprese cadendo e rialzandosi ogni volta più forte che mai.

Un libro eterno

Quichotte

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